lunedì 26 settembre 2016

Muffin di farro al caffè



Il farro ha avuto un notevole successo fin dai tempi antichi perché è una pianta che cresce bene in terreni poveri di sostanze nutrienti ed allo stesso tempo è molto resistente al freddo. Con la scoperta di altri cereali la sua coltivazione venne poi quasi abbandonata in quanto le resa non era molto elevata e anche la raccolta era resa molto difficoltosa dal fatto che i chicchi, man mano che maturavano, tendevano a cadere al suolo. L’aspetto della pianta è molto simile a quella del grano e la sua coltivazione risale ad oltre 5.000 anni fa.
È stato per secoli il cereale predominante nell’alimentazione delle popolazioni latine e uno dei suoi punti di forza è l’alto contenuto di proteine che lo caratterizza basti pensare che costituiva l’alimento base nella dieta dei soldati romani, famosi per la loro forza e resistenza. Si trova menzione del farro addirittura nella Bibbia, nel libro di Ezechiele, a testimonianza delle sue antiche origini che paiono risalire alla Palestina, da dove poi si è diffuso in Egitto; il farro è stato ritrovato perfino in alcune tombe egizie. Il farro, proprio come il comune grano tenero, contiene glutine. Non è dunque adatto a chi soffre di celiachia o di intolleranza a questo elemento e deve dunque seguire una dieta senza glutine.
Le sue proprietà nutrizionali sono molto simili a quelle del frumento anche se, a differenza di questo, presenta un maggiore quantità di proteine.
Tra le sostanze più importanti e benefiche contenute nel farro si annoverano fibre, vitamine del gruppo B e numerosi minerali. Le vitamine del gruppo B rivestono un ruolo fondamentali nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, mentre una dieta ricca di fibre favorisce e stimola i processi digestivi.
L’elevato contenuto di Fosforo è in grado di rafforzare la struttura delle ossa e di prevenire la demineralizzazione dello scheletro. Il Potassio invece aiuta a regolare la permeabilità delle membrane cellulari e a influenzare positivamente la funzionalità di muscoli e cuore. Ma vediamo come trasformare la farina di farro in simpatici dolcetti, per la colazione o la merenda, al gusto di caffè 

sabato 24 settembre 2016

Tartare di funghi porcini con olio di nocciole


Le colorate verdure estive lasciano il passo ai frutti dell'autunno e ai tipici funghi pregiati come i porcini. Un ingrediente delizioso in cucina ma anche un valido alleato ricco di proprietà nutritive da non sottovalutare. È opportuno, però, precisare che, nel caso in cui decidiate di raccogliere voi stessi dei funghi, è bene sottoporli al controllo dell’ASL della vostra città per essere certi che si tratti di varietà commestibili e non velenose. A parte ciò, non esistono controindicazioni in merito alla loro assunzione, tranne particolari casi di allergia.
Appartengono alla famiglia delle Boletaceae e si riconoscono per il loro cappello marrone, prima emisferico poi convesso, con una zona biancastra vicino al bordo. Il gambo, biancastro o nocciola. La loro polpa è soda, bianca e molto gustosa, sia mangiata cruda, sia cotta sia essiccata o surgelata. Oltre ad essere buoni però, i porcini sono anche un ottimo alimento nutrizionale in quanto possiedono un’elevata quantità di fibre e di sali minerali e, al contempo, contengono pochi grassi e zuccheri. Essendo poco proteici e poco calorici, per la loro ricchezza in potassio, fosforo, rame, selenio, sodio, betacarotene, acido folico e fibre insolubili, se non vengono sottoposti a cotture prolungate sono ideali per le diete dimagranti, per i regimi depurativi, per la stitichezza con aerofagia e per chi soffre di gotta per lo scarso contenuto proteico. Rispetto ad altri tipi di funghi, i porcini contengono un maggiore quantitativo di minerali e vitamine del gruppo B. Nello specifico, i carboidrati sono presenti in scarse quantità, i lipidi son quasi assenti, le proteine e le vitamine abbondano con vitamina PP, la K e le vitamine del gruppo B tra cui la colina che protegge il fegato anche in caso di avvelenamento da funghi.
Ma vediamo come assaporarli appena colti.


giovedì 22 settembre 2016

Ristorante Casa Lucia dal 1967 un indirizzo sicuro


tagliolini fatto in casa con porcini e crema di Parmigiano Reggiano Ristorante casa Lucia Milano

Nell'infinito panorama della ristorazione che ognuno incrocia ogni giorno capita di incontrare quei luoghi in cui, varcando la soglia, riesci ancora a percepire quella piacevole cortesia nell'accoglierti ormai non più comune.
Sembra quasi che i rumori del traffico e della frenesia cittadina svaniscano all'improvviso catapultandomi in un'atmosfera di altri tempi.

martedì 20 settembre 2016

Cheesecake al caprino con bresaola e fichi


Un’alimentazione ricca e sana è importantissima durante la stagione fredda poiché aiuta il fisico ad essere abbastanza forte da combatterei malanni di stagione. Per fare ciò è fondamentale nutrirsi durante l’autunno con cibi stagionali come i fichi, ricchi di sostanze nutritive, proprietà e benefici di cui godranno la mente e il corpo. Essi infatti si trovano tra i dieci alimenti che non devo mai mancare sulla tavola in questa stagione. I fichi, frutto dalla tipica maturazione di fine estate, derivano dalla pianta di fico, le cui origini sono già testimoniate durante le civiltà agricole di Palestina ed Egitto; successivamente si diffuse in tutto il Mediterraneo ma si pensa originario delle regioni caucasiche e del Mar Nero.
I fichi sono da lungo tempo considerati un cibo prodigioso poiché altamente energetici ma anche da un punto di vista medicinale. 
Le varietà sono moltissime, oltre 150 e si distinguono, oltre che per le dimensioni anche per i colori che possono essere verdi, marroni, viola e neri. Le varietà più apprezzate e commercializzate sono quelle verdi e nere.
Questo frutto tanto versatile lo possiamo davvero ritrovare nel piatto dall'antipasto al dolce ma vediamo come proporlo per uno stuzzicante antipasto, o secondo leggero, abbinato ad un salume insolito.

venerdì 16 settembre 2016

Festival Triveneto del baccalà fa rima con novità


Il piatto dello chef Michele Cella vincitore dell'edizione 2015


 Quello che un tempo pendeva in bella vista fuori dalle drogherie, uno dei pochi pesci che arrivavano sulle tavole dei cittadini, anche di chi il mare non lo aveva mai visto, poi  il freezer e frenesia della vita moderna hanno quasi cancellato dagli usi e costumi un piatto tradizionalissimo. La voglia di ammollare lo stocco è venuta meno in nome di più pratici merluzzi panati, ma la rotta dello stoccafisso che ha collegato per oltre 600 anni i mari del Nord della Norvegia al Bel Paese non si è mai interrotta e stoccafisso e baccalà vivono oggi una nuova giovinezza tanto da trovare sempre più spesso posto nella maggior parte dei menù, dal ristorante stellato alla trattoria. Nel Triveneto questo
questo pregiato e salutare ingrediente è protagonista assoluto di una competizione, che dal 2010, da settembre a dicembre, con il coinvolgimento dei più importanti chefs del Nord Est d’Italia (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) viene proposto in ricette innovative a base, ovviamente, di baccalà salato oppure stoccafisso.

mercoledì 14 settembre 2016

Il filo che lega il cibo alla storia La nuit des temps ad Introd in Valle D'Aosta


antiche gesta alla latteria turnaria la nuit des temps Introd Ao

Nelle notti senza luna, come quella dello scorso 1º settembre, nel piccolo paese di Introd, in Valle d'Aosta ai piedi del Gran Paradiso, noto per essere stato meta delle vacanze estive dei Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, si sono aperte porte invisibili che mi hanno permesso di viaggiare nel tempo. Un viaggio, a piedi, a ritroso nei secoli, a lume di lanterna, per scoprire angoli di architettura alpina e ascoltare testimonianze storiche: racconti, leggende, assaggi di vita dal '900 al '400 attraverso quel filo che lega il cibo e la storia.

giovedì 8 settembre 2016

Avocado gratinato con lardo e rosmarino



I grassi sono stati sempre presenti nella dieta dell’uomo fin dai primordi. Pensiamo solo al maiale, animale “grasso” per antonomasia, che ha giocato un ruolo fondamentale nella dieta dell’Europa medievale ed è ancora tanto presente nelle tradizioni culinarie delle nostre regioni. il consumo di grasso e carne è molto diffuso ed estremamente variabile da zona a zona. In Calabria, ad esempio, ci sono decine di succulenti e pingui piatti a base di maiale, mentre i Sardi, che sono tra i popoli più longevi al mondo, hanno sempre mangiato poco pesce, preferendo i formaggi e le carni, come quelle di maialino, di pecora e di capra.
Non bisogna avere paura dei grassi o dei cibi grassi, se questi non sono stati manipolati dai processi industriali. Il grasso là dove la natura l’ha messo va benissimo.
Il grasso del cibo ci aiuta ad assorbire numerose vitamine, minerali e gli antiossidanti, oggi così di moda. Stiamo lontano dai grassi idrogenati, che ormai sono presenti in quasi tutti i prodotti da pasticceria e da forno commerciali e spesso anche artigianali. Questi sono i grassi che fanno male davvero. Ma vediamo un modo diverso per per portare in tavola il prezioso lardo in abbinamento ad un frutto tropicale, oggi coltivato in Sicilia, dalle molteplici virtù salutari: l'avocado. Un saporito ed insolito 

mercoledì 31 agosto 2016

Un viaggio nei sapori di Sicilia al Ristorante Il Moro - Monza


focu di ligna e muddica atturrata 

L'Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa. Fu questa la riflessione che fece il grande scrittore Johoann Wolfang Goethe giunto in Sicilia durante il suo Viaggio in Italia. Certo per la Sicilia parlare di cucina e' iniziare un viaggio dentro il viaggio, incontrando piatti che dischiudono prospettive di tempo e suggeriscono immagini di luoghi. Una cucina ricca di prodotti fragranti, sapori che stanno, cosi' come la posizione geografica dell'isola, in un delizioso equilibrio tra terra e mare. In Sicilia la varieta' di piatti e' ricca di prodotti, spezie e profumi che testimoniano quanto l'isola si sia trovata, per secoli, al centro di mire e attenzioni di popoli di ogni dove. Sapori che restano ben nitidi nella mente fatti di sfumature e piccole attenzioni che lascia una sorta di malinconia assimilabile alla “saudade” dei brasiliani, o al Mal d’Africa che ti spinge alla ricerca quei particolari sapori.