sabato 27 agosto 2016

Crema di melanzane con le vongole



Alzi la la mano chi non ha mai titubato sulla varietà di vongole che si trovano sul banco della pescheria. Veraci, vongole o lupini? E come le riconosco?
La differenza consiste, oltre che per la dimensione, nella distanza tra i due sifoni, quasi attaccati per le vongole allevate e molto distanziati per quelle veraci che vengono pescate. Venendo al fattore che ci tocca più da vicino, il sapore, il lupino, vivendo in acque aperte, ha un sapore più forte di quello della vongola, che viene invece coltivata in acqua salmastre, con un contenuto di sale minore e con un sapore di conseguenza più delicato, cosa che fa lievitare anche il prezzo d’acquisto.Valgono come per tutti gli altri molluschi le solite raccomandazioni, non acquistate prodotti sfusi ma solo in confezione, con regolare cartellino che ne certifichi la provenienza, inoltre al momento dell’acquisto vongole o lupini che siano devono risultare vivi.
E’ infine consigliabile, prima del consumo, lasciarle spurgare in acqua e sale per qualche ora allo scopo di eliminare sabbia e fango, e non vanno conservate in frigorifero per più di un giorno.
La vongola è ricca di proteine e povera di grassi, contiene sali minerali come ferro, calcio e fosforo e fornisce solo 72 calorie per 100 grammi di prodotto edibile.Una curiosità: se lasciata vivere, la vongola è uno degli animali più longevi al mondo, potendo superare i 4 secoli di vita! Ma vediamo come portarle in tavola un po prima.

mercoledì 24 agosto 2016

Hamburger vegetariani finger food



Quello che una volta veniva più semplicemente definito stuzzichino ha assunto i connotati di un accorpamento di parole trasformandosi in “cibo per le mani”, ovvero tutta quella gastronomia che non necessita di coltello e forchetta per essere degustata. Il finger food è tuttavia qualcosa di diverso, è da una parte strumento di convivialità ma anche momento di relax dal cibo, un momento di connubio tra la cucina tradizionale e quella innovativa, tra il serio ed il faceto, ma sempre uniti dal piacere di mangiare. Finger Food, letteralmente il «cibo da mangiare con le mani», i primi sono stati la pizza, le patatine fritte, i sandwich e  la frutta. O piccoli bocconi un po' più eleborati che rendono una cena in piedi, con tante piccole portare veloci, un scelta creativa, divertente e gustosa. Si possono preparare in anticipo, così che durante la serata si può godere della compagnia invece che dover interpretare la parte della padrona di casa che passa la festa in cucina. Esempi generalmente accettati di finger food sono i salatini, i rotoli di salsiccia, salsicce su stuzzicadenti, formaggi e olive su stuzzicadenti, ali di pollo, involtini primavera, quiche, patate fritte, vol au vent e arancini di riso. Ma soprattuto lascia spazio alla fantasia e può non essere sempre un piccolo attentato alla linea come in questa interpretazione divertente per servire uno stuzzichino anche a chi ha problemi di intolleranza al glutine o è vegetariano.

lunedì 22 agosto 2016

In cucina con lo chef Marco Sacco al Piccolo Lago


riprendere il passato, modellarlo nel presente, proiettarlo nel futuro. il pensiero di Marco Sacco

Certo può sembrare un po strano entrare in un ristorante dalla porta di servizio, in punta di piedi e con un po' di soggezione, poter toccare con mano quel che si cela dietro gli impeccabili piatti di un ristorante stellato e non solo.
La preziosa opportunità di vivere qualche ora la vita di chi ha scelto di proseguire una professione che, osannata e mediatizzata quanto si vuole, rimane indubbiamente dura da portare avanti. Sarà la mia perenne curiosità , ma tutte le volte che mangio in un ristorante cerco di immaginarmi tutto quello che accade nel dietro le quinte, dalla ricerca del prodotto al piatto finito.

domenica 21 agosto 2016

Mezzi paccheri con seppioline pomodorini e timo



Forse non sai che un tempo i paccheri erano considerati la “ pasta dei poveri “ perché, vista la grande dimensione, ne bastavano pochi per riempire il piatto, altra  curiosità simpatica, riguarda l’origine del nome che in dialetto partenopeo significa “schiaffo” e perciò vengono spesso chiamati anche schiaffoni. Inoltre, con questo formato di pasta, l’abbinamento con un buon sugo liquido, fa sì che quando si versano nei piatti emettono un particolare suono che assomiglia ad uno schiaffo.
L’incontro dei paccheri con il pomodoro, fu amore a prima: un condimento capace di far esaltare il sapore della semola di grano duro e di conseguenza la fragranza ad ogni boccone, la superficie rugosa al punto giusto, trattiene molto bene il condimento garantendo un gusto impareggiabile. Dal paccheri al mezzo pacchero il passo è breve ed è davvero facile, con gli ingredienti giusti, trasformare un semplice piatto di pasta in uno sfizioso piatto unico, perfettanenrpte equilibrato nutrizionalmente, veloce e facile da realizzare.

domenica 14 agosto 2016

Gazpacho ghiacciolo



E pensare che nell' inverno del 1905 Frank Epperson è solo un bambino americano di undici anni che mescola con un bastoncino l’acqua e la soda contenute in un bicchiere e lo dimentica sul davanzale della finestra. Durante la notte la temperatura scende di molti gradi sotto lo zero e il bicchiere si ghiaccia. È con grande fatica (e con una dose di acqua calda) che Frank il giorno dopo riesce a liberare il suo cubo di ghiaccio impugnandolo per lo stecco. E in quel momento scrive la storia mentre mangia con gusto il primo ghiacciolo. L’idea fu brevettata solo nel 1923 con il nome di popsicles e giunse in Italia nel secondo dopoguerra grazie i soldati alleati che portarono nel Belpaese questo goloso cibo che ci ristora nella calura estiva. Certo siamo abituati a gustarlo in mille gusti dolci ma se lo portassimo in tavola come fresco apri pasto nelle calde serate estive, un gazpacho insolito da succhiare e sgranocchiare.

venerdì 29 luglio 2016

Cubi di salmone al bergamotto



Grande quanto un'arancia ma con la buccia gialla Il bergamotto è un agrume il cui olio essenziale viene spesso utilizzato in campo cosmetico, farmaceutico e per la produzione di té e tisane. Grazie alla presenza dei flavonoidi ed alle loro proprietà antiossidanti ed anti infiammatorie, questo prezioso agrume può essere d’aiuto nel contrastare l’aterosclerosi e l’attività dei radicali liberi. Tra gli agrumi è quello che contiene la maggior quantità di sostanze ad attività antiossidante.
La pianta del bergamotto è un sempreverde, alto tra i tre e i quattro metri, con fiori bianchi molto profumati e foglie lucide e carnose. Il frutto del bergamotto è di colore giallo intenso, dalla forma rotonda leggermente schiacciata ai poli. Coltivato prevalentemente nella fascia costiera, è molto diffuso in Calabria. La sua orgine geografica non è certa, così come gli agrumi dai quali, per ibridazioni, è stato generato. Tuttavia, l'origine del nome è turca: beg armudi, che significa “pero del signore”. Da poco sul mercato la marmellata ci permette di gustarlo tutto l'anno in tanti modi diversi dalla colazione all'aperitivo.

giovedì 21 luglio 2016

Spaghetti risottati al vino su carpaccio di gamberi



Solo certe sere, quando al largo si possono abbracciare con lo sguardo le isole, che la foschia di calore sorprende tra cielo e mare, quando le loro forme si rivelano nel tremore del crepuscolo, pare ancora di scorgere Ulisse approdare alle Aegades, che tradotto letteralmente significa "isole delle capre", è qui che Omero fece approdare Ulisse descrivendo nell’Odissea le caratteristiche naturali delle isole con tale chiarezza e dovizia di particolari che non si possono avere dubbi che si trattasse delle Egadi. È proprio questo Il panorama che godono le vigne a media collina, selezionate per dare il meglio per tipologia di terreno, altitudine, esposizione, e microclima conferitogli dalla vicinanza del mare. Uve che donano un vino che profuma come un cesto di frutta esotica, uno spicchio di mandarino, un grappolo di glicine e qualche viola e poi tanto mare, un salato che si fonde ed integra perfettamente col floreale e col fruttato. E proprio giocando con questi profumi ai fornelli ho pensato ad un semplice piatto di pasta.

lunedì 18 luglio 2016

Friggitelli e cipollotti all'agrodolce in padella





Uno dei protagonisti estivi in cucina sono i peperoncini, piccoli peperoni dal sapore dolciastro, detti anche friggitellio friarielli. I friggitelli sono un ortaggio di facile coltivazione che trova spazio non sono nei vasti campi di colture, ma anche in vaso nel nostro orto sul balcone di casa. La raccolta  scalare dei peperoncini avviene da giugno a ottobre.
Il nome "friggitelli" proviene dal fatto che vengono tradizionalmente fritti in padella con l'olio, senza impanatura, e mangiati così con le mani prendendoli dal picciolo, ottima tapas da servire all'aperitivo o come contorno. 
Così preparati, i friggitelli somigliano molto ai pimientos de Padron, una ricetta galiziana che prevede di friggere in olio dei peperoni nani verdi, leggermente più piccoli dei friggitelli (4-6 cm di lunghezza), e poi di salarli con sale grosso solo una volta cotti.
La differenza tra i pimientos de Padron spagnoli e i friggitelli nostrani sta nel fatto che i primi possono essere piccanti, uno su venti può capitare piccante anche se è impossibile riconoscerlo visivamente, mentre i friggitelli sono sempre dolci.
I friggitelli possono essere usati anche per realizzare tante altre ricette: per condire la pasta, nella pizza, nelle frittate, nella peperonata, nei panini, ripieni di ricotta o di tonno, al forno, crudi in insalata e semplicemente saltati in padella con dei cipollotti è una nota agrodolce che li rende particolari da servire come contorno a carne alla griglia e uova al tegamino.