venerdì 2 dicembre 2016

Pollo al forno alla birra con limone e spezie



La carne di pollo è ricca di benefici per la salute del nostro organismo. La sua carne bianca è magra a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di calorie e proteine che lo rende un piatto ideale per il mantenimento del peso corporeo. La carne di pollo è ricca di proteine, vitamine e minerali. Il pollo contiene due importanti nutrienti: la vitamina B5 e il triptofano che riducono in modo naturale lo stress psico fisico. Questo amminoacido essenziale ci rende felici e rilassati ma sopratutto, sembra influire positivamente sul riposo notturno. E pensare che in genere mangiamo la carne di pollo perchè ci piace il brodo della nonna, ci piace il pollo al forno con le patate o con una gustosa insalata per non parlare del petto di pollo con la classica aggiunta di un filo di olio extra vergine di oliva. Scherzi a parte, i benefici per la salute che derivano dal consumo di pollame sono molti. Mangiare la carne di questo volatile, povera di grassi e calorie ma ricca di proteine, è il modo ideale anche per mantenere il peso forma. Inoltre può essere portato in tavola in mille modi differenti come questa versione cotta al forno di un classico della cucina al BBQ americana: Beer Can Chicken. In cui la birra evaporando direttamente all’interno del pollo, fa sì che la carne rimanga succosa e contemporaneamente la speziatura esterna dona alla pelle la croccantezza e la doratura che contraddistingue questo piatto.

mercoledì 30 novembre 2016

Il Liberty dello chef Andrea Provenzani da trovare sotto l'albero a Natale


Cappelletti ferraresi foto www.carlocasellafotografo.it

No, dalla tradizione non si scappa, è iniziato il conto alla rovescia alle festività natalizie. Belle le feste, ma anche parecchio impegnative, perché oltre ai regali, agli addobbi e a quella serie di impegni impossibili da eludere, su tutti il cenone della vigilia e il pranzo di Natale. E da buona padrona vi toccherà tirare fuori le vostri doti organizzative e di cuoca perchè tutto sia, più o meno, perfetto. 
Ma fortunatamente c'è un'iniziativa utile per tutti i foodies esigenti ma un po' pigri, o semplicemente per chi una volta all'anno vuole godersi le feste senza stare per ore ai fornelli, godendosi il calore della propria casa.

venerdì 25 novembre 2016

Maccheroni ripieni in brodo



Tra le innovazioni gastronomiche del Medioevo un posto particolare spetta a torte, tortelli, pasticci o pastelli, manufatti alimentari tanto semplici quanto geniali, dal duplice scopo di contenere e cuocere un ripieno. 
Nel XII sec. le torte e i ravioli compaiono nel menù settimanale degli eremiti di Camaldoli che le definirono ironicamente come "creazioni golose". 
Certo la sottile sfoglia di pasta all'uovo che racchiude un delizioso ripieno, forgiata mille modi diversi, fanno parte della nostra tradizione alimentare e non manca mai sulle nostre tavole. Ma perché non proporre in tavola una pasta secca farcita, per così dire un maccherone che crede di essere un raviolo.

martedì 22 novembre 2016

Pasta Verrigni e non solo al primo #verrignitour in Abruzzo


spaghetti alla chitarra Verrigni con sugo alle pallottine alla teramana cucinati da Marco Ricci

Alcuni odori restano nella memoria, sono quelli che ti invadono nel profondo fino a percepirne il sapore. Non c'è niente di più memorabile di un semplice odore di pasta in grado di far scorrere davanti agli occhi le immagini dei campi di grano maturo con le spighe che si muovono al vento. La storia della pasta è una storia lunga secoli durante i quali l’oro dei mugnai si è trasformato nel piatto forte della tradizione millenaria.
Dosaggio, impasto, estrusione, trafilatura ed essiccazione. Queste le fasi di un processo in cui l’ingrediente principale è la passione.

La pasta ha una sua personalità: trafilata, dura o tenera, avvolgente, larga o stretta, ed è esaltata dal condimento. Entrambe concorrono al successo di un piatto. La pasta un po’ di più: non c’è sugo che tenga, se la pasta non ha carattere, spessore e forma.
(Luciano De Crescenzo)

domenica 13 novembre 2016

Riso Venere con umido di seppioline al pomodoro



Arriva la stagione fredda e la voglia di colore si fa sentire di più mentre le giornate si accorciano. Sembra strano ma i colori degli alimenti hanno un forte influsso sulle nostre scelte: noi scegliamo prodotti con i colori che ci piacciono perché ci fanno immaginare il buon sapore che avrà quel cibo, aumentando così l’appetito. Ad esempio, Il cervello umano associa i colori caldi come il giallo, il rosso e l’arancione al sapore ricco e nutriente della pietanza che stiamo guardando. Il colore bianco viene associato alla purezza dell’alimento, mentre il colore verde alla sua freschezza.
Certo che il colore nero ha sempre il suo fascino e non a caso già secoli or sono era chiamato dai cinesi “Riso degli Imperatori”. Il Riso Nero esisteva in Cina da secoli ma era raro e costoso, perciò solo gli Imperatori e i nobili potevano permetterselo.
Molto prima che arrivasse a crescere nella pianura padana, il riso nero Venere, ha rappresentato un’autentica rarità in vaste aree della Cina e dell’India. Oggi è coltivato principalmente nelle province di Novara e Vercelli
Ha un contenuto di ferro quattro volte superiore al riso comune e contiene il doppio del selenio, che svolge un’importante attività antiossidante, utile per il miglioramento delle difese immunitarie e per ritardare l’invecchiamento, Il riso Venere inoltre ha un alto contenuto di antociani, sostanze vegetali presenti anche nei mirtilli ed in altri vegetali, capaci di catturare i radicali liberi, quelli famosi che non ci fanno bene, che conferiscono a questo tipo di riso proprio il suo caratteristico colorito nero. 
Certo la cottura è un po lunga ma un ottima soluzione per chi ha poco tempo e vuole curare la propria alimentazione, è quella di far bollire qualche porzione in più di riso e cambiare poi la ricetta per riscoprire un gusto e un piatto nuovo ogni giorno.
Il consiglio in più: provatelo come infuso, remineralizzante e antianemico, semplicemente immergendo un cucchiaino di riso in una tazza d’acqua calda. Ma vediamo come cuocerlo in maniera diversa e a servirlo con un guizzo di colore rosso che scalda il cuore e il palato.

giovedì 10 novembre 2016

Pere Martin Sec al succo di mela



Nel secolo scorso le pere cotte erano uno dei pochi dessert per le feste delle famiglie contadine perchè quasi tutti avevano in giardino una pianta di Martin sec o di Madernasse. Conosciuta anche come pera Martina, è un’antica varietà di pere coltivata soprattutto in Piemonte e Valle d’Aosta, ma anche nel resto dell’arco alpino (Trentino, Veneto, Friuli). Si riconosce per le piccole dimensioni e la buccia ruvida e sottile color ruggine, con una macchia rossastra sul lato dell’insolazione.
La polpa della pera Martin Sec è un po’ granulosa e poco succosa, è dolce, profumata e molto aromatica, tutte caratteristiche ne fanno la star delle pere da cuocere. Infatti, anche se la Martina può essere consumata fresca, sebbene solo 15 giorni dopo la raccolta, che è tardiva, alla fine di ottobre, dà il meglio di sé in cucina.
La Pera Martina è squisita con il vino rosso, ideale per essere sciroppata e utilizzata per composte e mostarde. Ma vediamo come portarla in tavola cotta nel succo di un'altro frutto tipico di questa stagione.

mercoledì 9 novembre 2016

Bocchia Caffè un viaggio nel mondo del caffè #bocchiabrew



C'è chi lo preferisce espresso, chi all'americana e chi in una delle numerosissime varianti ormai in circolazione in ogni angolo del mondo, ma sicuramente non c'è adulto che non abbia mai provato a bere un caffè. Per molti è un rito, per tanti un'abitudine, soprattutto al mattino, per quasi tutti è soprattutto un piacere. 
I consumatori di caffè si dividono in due categorie, nette e spesso non sovrapponibili: gli amanti dell’espresso e gli amanti della moka.
Fino a qualche anno fa la distinzione era assimilabile all’abitudine di prendere il caffè al bar o berlo a casa, ora non più. L’avvento delle macchine per caffè espresso casalinghe ha cambiato un po’ le nostre abitudini. In realtà i metodi di estrazione del caffè sono molteplici e spesso ignorati. 
Proprio per conoscere meglio questo affascinante mondo ho avuto il privilegio di vivere un piccolo ma emozionante viaggio di gusti e profumi in una delle uniche torrefazioni di caffè artigianali liguri: Bocchia Caffè. 

venerdì 4 novembre 2016

Autunno in tavola al Ristorante Trussardi alla Scala Chef Roberto Conti


nocetta di capriolo con terra d'autunno e cioccolato

Autunno fa rima con cambio di stagione, cambio di abitudini e alterazione del ritmo circadiano, quello che regola le funzioni vitali in base alle ore di luce. In autunno le giornate si accorciano, le temperature si abbassano e ci sentiamo più stanchi, spesso più affamati o comunque alla ricerca di cibi più “cocooning”.
Come sempre, la cura comincia a tavola e con i cibi giusti non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche visivo. Il rosso del melograno, l’arancione di agrumi, cachi e zucca, il giallo delle patate, il verde di broccoli e cavoli, il viola delle barbabietole e il marrone delle castagne, di noci e nocciole e dei funghi. Un arcobaleno insomma di colori e sapori che, grazie alla ricchezza dei micronutrienti, rappresentano un vero toccasana per l'organismo e per l'umore.
Sono queste le mille sfumature che lo chef Roberto Conti ha saputo coniugare tra loro nel menù d'autunno del Ristorante Trussardi alla Scala.